Chirurgia metabolica: il diabete mellito tipo 2 si cura con un intervento chirurgico

Le prime evidenze scientifiche riguardo alla possibilità che un intervento chirurgico eseguito sul tratto gastrointestinale fosse in grado di migliorare significativamente anche la glicemia (i livelli di zucchero nel sangue) in pazienti diabetici risale alla metà del 1900 quando alcuni chirurghi notarono occasionalmente un notevole miglioramento della malattia diabetica tipo 2 in pazienti sottoposti a gastroresezione perchè affetti anche da cancro dello stomaco. A volte addirittura questi pazienti interrompevano completamente la terapia insulinica che assumevano prima dell’intervento.

Nel corso degli anni, poi, con la nascita e lo sviluppo della chirurgia bariatrica, che si occupa di eseguire interventi chirurgici sullo stomaco e l’intestino con l’obiettivo di far perdere peso ai pazienti obesi, queste evidenze si sono moltiplicate a dismisura. Inizialmente si credeva che il miglioramento della malattia diabetica in pazienti obesi sottoposti a chirurgia dell’obesità dipendesse dalla perdita di peso e dalla restrizione dell’introito di cibo che questa chirurgia induceva. Tuttavia è ormai noto che gli effetti antidiabetici di questi interventi, quali la sleeve gastrectomy ed il bypass gastrico, siano causati anche da complessi meccanismi neuro-ormonali indotti dalle modificazioni della fisiologia gastrointestinale come conseguenza degli interventi chirurgici bariatrici stessi.

Tra questi effetti, uno di quelli maggiormente investigati è oggi quello di un ormone detto GLP-1 (Glucagon Like Peptide 1) che verrebbe rilasciato in quantità maggiore dall’intestino tenue dei pazienti sottoposti ad alcuni tipi di chirurgia dell’obesità (come la sleeve gastrectomy). Questo ormone ha numerose funzioni anti-diabetiche stimolando l’azione, la sintesi ed il rilascio di insulina (carente o assente nei pazienti diabetici), stimolando la funzione delle cellule pancreatiche che producono l’ insulina e proteggendole dalla morte. Queste cellule beta pancreatiche nei pazienti diabetici vanno incontro infatti ad una progressiva riduzione aggravando sempre più il diabete e ciò, purtroppo, indipendentemente dalle terapie farmacologiche oggi disponibili. 

Questi effetti della chirurgia bariatrica saranno investigati presso il Centro Multidisciplinare per la Cura e lo Studio del’Obesità dell’Ospedale di Terni e l’Ospedale Pertini di Roma, dove sta per partire uno studio dal nome “ESINODOP” (Early Sleeve Gastrectomy in new onset diabetic Obese Patients) che prevede di confrontare l’efficacia di una terapia medica intensiva rispetto alla stessa terapia medica associata ad un intervento di chirurgia dell’obesità (la sleeve gastrectomy laparoscopica) nella cura del diabete mellito tipo 2 in pazienti obesi (BMI 30-42 Kg/m2) ma con una recente diagnosi di diabete ( entro 8 mesi dall’ingresso nello studio)e senza complicanze della malattia diabetica e quindi in una fase estremamente precoce della malattia diabetica. Si ipotizza infatti che l’esecuzione precoce di una terapia medica intensiva da sola o in associazione alla sleeve gastrectomy laparoscopica possa offrire il massimo beneficio nell’indurre un controllo glicemico ottimale e precoce ed una remissione duratura del diabete tipo 2 prevenendo quindi anche lo sviluppo delle sue disastrose complicanze vascolari come insufficienza renale, infarti ed ictus.